Associazione il Garda in Coro Malcesine sul Lago di Garda Concorso Nazionale Voci Bianche
CONVEGNO NAZIONALE SULLA CORALITA' INFANTILE

A seguito del grande successo di pubblico e della partecipazione di numerosi cori alla prima edizione de "Il Garda in Coro", Concorso Nazionale di Voci Bianche, organizzato nel Giugno 2001 ed essendo quest'ultimo a cadenza biennale, la nostra associazione organizza una serie di incontri , a cui partecipano esperti illustri nell'ambito della coralità infantile.

Malcesine sabato, 8 giugno 2002
Dall'alfabetizzazione musicale al concorso corale
RELATORE: Prof.ssa Lydia Bertin Visentin
Direttrice della scuola musicale "Opytergium" di Oderzo (TV)
Esperienza corale nella scuola media "Massimiliano Massimo" di Roma-Eur e sua valenza educativa
RELATORE: Prof.ssa Cristina Bortolato
Direttrice del Coro "La Schola Cantorum" di Roma-Eur
Canti e Canzoni nella scuola dell'obbligo
RELATORE: M° Mauro Zuccante
Compositore e vincitore di concorsi internazionali
Repertorio: una scelta mirata
RELATORE M° Orlando Dipiazza
Compositore e vincitore di concorsi internazionali
Il maestro e il coro di bambini "Dono e responsabilità" di un cammino educativo ed artistico
RELATORE: M° Mario Mora
Direttore della scuola musicale "I Piccoli Musici" di Casazza (BG)
Suono ed espressione basi irrinunciabili per una buona vocalità infantile
RELATORE: M° Mario Mora
Direttore della scuola musicale "I Piccoli Musici" di Casazza (BG)
Concerto del coro "Gioventù in cantata" di Marostica (VI)
Vincitore Secondo Premio Cat.Rep. Sacro e Premio ASAC (Coro Veneto migliore classificato al 1° Concorso per cori di voci bianche "Il Garda in Coro"
DIRETTORE: Prof.ssa Cinzia Zanon
Aspetti gestionali ed organizzativi dei cori
RELATORE: Dott. Sante Fornasier
Presidente F.E.N.I.A.R.C.O.

A richiesta sono disponibili gli atti pubblicati per il Convegno.Potete contattarci all'indirizzo: info@ilgardaincoro.it. E cliccando qui potete scaricare la relazione nel formato word(10 kb).

Relazione del Convegno

Si è svolto a Malcesine presso il Palazzo dei Capitani il giorno sabato 8 giugno 2002 il convegno nazionale sulla coralità infantile, "I bambini cantano", organizzato dall'Associazione Il Garda in Coro in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Malcesine. Di fronte ad un folto pubblico, costituito nella maggioranza da direttori di cori, presidenti e insegnanti e provenienti da diverse regioni italiane (Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna), i sei relatori ospiti del convegno per l'occasione hanno esposto e discusso, anche da punti di vista diversi, alcuni degli aspetti più importanti legati alle tematiche riguardanti i cori di voci bianche. Gli interventi si sono susseguiti come da programma, intercalati dal moderatore, il M°. Enrico Miaroma, che sostituiva il M°. Giovanni Acciai, assente per motivi di salute. Dopo i saluti preliminari da parte dell'Assessore alla Cultura del Comune di Malcesine, Dott. Ferdinando Sbizzera, ha aperto ufficialmente il convegno la prof.ssa Cristina Bortolato, insegnante di educazione musicale presso l'Istituto Massimiliano Massimo di Roma Eur e direttrice del coro ivi costituito "Schola Cantorum". Nel suo intervento, la Bortolato ha delineato il proprio personale percorso, intrapreso circa 5 anni fa, per la creazione, l'organizzazione e la gestione del coro scolastico, puntando in particolare l'attenzione sui risvolti educativi che sono conseguiti direttamente sulle dinamiche scolastiche, e non solo, dei ragazzi. In particolare modo, dall'esperienza della professoressa, è evidente come l'attività del coro per i ragazzi si sia rivelata risolutiva di tante problematiche prettamente adolescenziali, sia a livello scolastico (migliore resa ed attenzione didattica), sia a livello psicologico (maggiore solidità caratteriale, acquisto di sicurezza, indipendenza e responsabilità, superamento di particolari introversioni), sia a livello di integrazione fra le diverse fasce di età, attraverso la creazione del ruolo del tutor, all'interno del gruppo con il compito di sostenere ed aiutare i coristi più piccoli. Di taglio decisamente diverso, ma non meno interessante, è stato l'intervento successivo del M°. Orlando Dipiazza, inerente uno degli aspetti più delicati che ogni direttore di coro, non solo di voci bianche, deve prendere in considerazione per il proprio coro: la scelta del repertorio. Dipiazza lamenta, purtroppo, la tendenza di molti cori italiani, soprattutto per i cosiddetti popolari, e dei rispettivi direttori, di costituire il repertorio semplicemente come insieme di brani, così come la scelta dei brani di concerto, che non rispecchia, ma anzi abbruttisce, l'immagine e la realtà del coro stesso. Maggiore attenzione, quindi, da parte dei direttori deve essere posta nella scelta dei brani e degli autori da eseguire, non semplicemente in funzione del gusto e delle ambizioni personali, ma alla luce delle possibilità "fisiche" di realizzazione del coro, della sensibilità musicale dei coristi, della realtà costituiva del coro stesso. Il direttore deve quindi pensare a costituire il repertorio del proprio coro non nella sola ottica della performance, ma all'interno di una visione più ampia, anche in margini di tempi, in modo da seguire un percorso condivisibile, per intenti e realizzazioni, da tutto il coro. Lo stesso Dipiazza, nel suo intervento, rivolgendosi appunto all'ambito dei cori di bambini, pone all'attenzione dell'auditorium due brani per coro di voci bianche, assai diversi fra loro per origine (il primo slavo, il secondo russo) che esemplificano scelte di repertorio parimenti distinte. La mattinata è proseguita quindi con il M°. Mario Mora, direttore della Scuola "I Piccoli Musici" di Casazza (BG) e del coro omonimo, uno dei migliori a livello internazionale. Con grande semplicità, il M°. Mora, nel suo primo intervento, ha posto l'attenzione sul delicato aspetto della vocalità per il coro di voci bianche, suggerendo i cosiddetti "rudimenti" dell'insegnamento di questa materia: la postura, la respirazione, la posizione della bocca, il palato alto - laringe bassa, il mezzo sorriso delle labbra, lo sguardo attento ma vivace, l'espressione del volto, l'emissione del suono che deve essere simile ad un fascio di luce sottile e concentrato: è compito del direttore aiutare il bambino al raggiungimento di questi obiettivi, con esempi ed immagini. Ad esempio il M°. Mora suggerisce lo studio dei brani con la lettera "M" per ottenere una migliore intonazione. Allo studio del suono, M°. Mora aggiunge l'espressività: insegnare ai bambini la differenza fra un canto sacro e un canto popolare non sta soltanto nel dettare fraseggi musicali diversi, ma soprattutto nel cercare di trasmettere al giovane corista la sensazione che il canto deve comunicare, e quindi abituare il cantore ad adattare la propria espressività a seconda della varietà del repertorio. La prima parte del convegno si chiude con l'intervento del Presidente della FENIARCO, Sante Fornasier, sugli aspetti organizzativi e gestionali dei cori, un intervento a vasto raggio, che si rivolge all'intera coralità italiana, non solo quella di bambini. Il messaggio del presidente è chiaro: "Prima di tutto la musica", poi a supporto di questa ben venga la parte organizzativa, che può divenire struttura necessaria per il riconoscimento del coro da parte delle istituzioni e dei vari enti preposti. Il coro pertanto non deve essere luogo burocratico, preoccupato della compilazione di moduli e quant'altro, ma deve principalmente divenire promotore di musica, nei limiti delle proprie capacità e dei propri obiettivi. Fornasier consiglia anche ai presidenti di cori presenti, un po' come Dipiazza aveva già fatto parlando di repertorio: ciò di pensare a lungo termine, preparando progetti completi, descrivendo in modo dettagliato l'intento e lo scopo delle iniziative proposte. Solo in questo modo, assicura il presidente, le istituzioni saranno "costrette" a riconoscere la validità artistica del coro e a sostenerlo quanto necessario. Nel primo pomeriggio, il convegno ha dato spazio ed ascolto inizialmente alla prof.ssa Lydia Bertin Visentin, fondatrice della Scuola Musicale "Opytergium" di Oderzo e direttrice di uno tra i migliori cori italiani di voci bianche, fino a qualche anno fa. Dalle sue parole la platea ha potuto ripercorre la sia storia, ricca di vicende ed aneddoti, dalle partecipazioni ai concorsi internazionali di Arezzo, Stresa, Atene, al metodo Montessori, che aiuta i bambini, fin dalla tenera età a conoscere l'alfabeto e le note. Mauro Zuccante, invece, noto compositore, ha portato l'attenzione del pubblico direttamente sulla situazione dell'insegnamento musicale nella scuola dell'obbligo, parlando della propria personale esperienza di insegnante della scuola media, con tutte le problematiche ad essa connesse. Zuccante racconta come negli ultimi anni le scelte editoriali delle scuole si è avuta una completa inversione di tendenza per quanto riguarda il canto corale: in alta considerazione dapprima fino agli anni '70, tanto da costituire l'unico percorso educativo proposto nell'ambito musicale, insieme ad accenni di teoria e solfeggio e di storia della musica, intorno agli anni '70, la didattica musicale viene completamente dirottata verso l'ambito strumentale, considerando il canto corale nella sola accezione popolare, (canti degli alpini, di montagna); non si poteva fare musica se non attraverso la codifica musicale e quindi la scrittura: il canto corale è "bel canto", che viene realizzato o dal cantante lirico, che sfrutta le proprie doti musicali, oppure dai cantanti di musica leggera. Negli ultimi 2-3 anni i libri di testo cominciano a riportare alcuni accenni alla pratica corale come aspetti fisiologici, funzionamento dell'apparato vocale, basi della teoria e solfeggio musicale, ma con proposte di esercitazioni corali completamente lontane come il karaoke, canzoni di musica leggera o riprese da colonne sonore di film famosi. E' solo molto recentemente che i testi proposti per l'insegnamento musicale uniscono alla parte teorica anche una corretta scelta di repertorio, che sia anche in linea con le tendenze musicali e le capacità vocali giovanili. In alternativa, Zuccante, in collaborazione con la Federazione dei Cori del Trentino e in collaborazione con la FENIARCO, presenta alcune recenti pubblicazioni che raccolgono brani di repertorio adatti ad un pubblico di giovani. "La musica ha il potere di commuovere gli animi: è un grande dono e una grande responsabilità": questo è stata l'esordio dell'ultimo intervento del convegno, che il M°. Mora ha tenuto parlando proprio del ruolo e del rapporto fra il direttore e il coro di voci bianche. E' necessario soprattutto responsabilizzare il bambino e i genitori alla scelta dell'attività corale, e capire l'importanza dell'esperienza del coro per un bambino dal momento che attraverso di esso si possono tramandare valori importanti per tutta la vita. Il direttore deve quindi mettersi in discussione continuamente, per creare un rapporto umano duraturo con i coristi, e deve porsi fin da subito chiaramente gli obiettivi che vuole raggiungere con il proprio coro, primo fra tutti deve educare "al bello". Per cercare di avere degli stimoli, è importantissima in questo senso la programmazione, in modo da entusiasmare i ragazzi, la ricerca di esperienze anche "rischiose", come concorsi e concerti, per rafforzare il carattere dei singoli e del gruppo, la collaborazione con altri gruppi musicali. Il convegno ha visto infine la partecipazione del coro "Gioventù In cantata" di Marostica, diretto dalla Prof.ssa Cinzia Zanon. In linea con quanto esposto durante il convegno, l'Associazione Il Garda in Coro continuerà le proprie attività, organizzando per Maggio 2003 la seconda edizione del concorso di Malcesine per cori di bambini fino ai 14 anni, occasione importante per dare spazio di espressione ai cori di voci bianche di tutta Italia.